
Diritti sui contenuti
Diritti d’uso dei contenuti sponsorizzati: guida pratica
Pagare un creator per pubblicare un contenuto non chiarisce automaticamente che cosa il brand possa farne dopo. Una condivisione sul profilo aziendale, un annuncio …
Pagare un creator per pubblicare un contenuto non chiarisce automaticamente che cosa il brand possa farne dopo. Una condivisione sul profilo aziendale, un annuncio a pagamento e un riuso su una pagina prodotto sono impieghi diversi.
Nell’accordo scegliete quali diritti autorizzare, a chi concederli e per quali contenuti, canali e territori. La durata va indicata separatamente, senza confonderla con gli altri limiti d’uso.
Descrivere gli usi, non una formula generica
La Legge 22 aprile 1941, n. 633 tutela le opere dell’ingegno di carattere creativo, comprese quelle letterarie, musicali, fotografiche e cinematografiche. Per ogni contenuto sponsorizzato, individuate le opere e gli elementi creativi a cui si riferisce l’accordo.
I diritti patrimoniali sono distinti e indipendenti: tra quelli da valutare ci sono riproduzione, distribuzione, comunicazione al pubblico ed elaborazione dell’opera. Specificate quali servono per l’impiego previsto, invece di limitarvi a formule generiche come «uso sui social».
Con una licenza d’uso il titolare autorizza gli impieghi pattuiti; con una cessione trasferisce i diritti patrimoniali indicati nell’accordo. Precisate quale soluzione scegliete e quali diritti sono inclusi, senza presumere che la concessione di un uso trasferisca ogni diritto sull’opera.
I diritti morali, come la paternità e l’integrità dell’opera, sono distinti dai diritti patrimoniali e non sono cedibili. Per il ritratto di una persona, gli articoli 96 e 97 della Legge 633/1941 prevedono il consenso alla pubblicazione, salvo le eccezioni indicate dalla legge.
Musica, immagini e altri elementi creativi possono avere titolari diversi dal creator che pubblica il contenuto. Verificate chi può autorizzarne l’uso: il consenso del creator non sostituisce automaticamente quello necessario per opere o diritti di terzi.
Impiego previsto / Domanda da risolvere prima della consegna
- Pubblicazione del creator
- Quale post, profilo e periodo?
- Ricondivisione organica del brand
- Con quale formato, attribuzione e scadenza?
- Pubblicità a pagamento
- Su quali account, mercati, creatività e per quanto tempo?
- Altri canali
- Sito, newsletter, punto vendita o partner sono inclusi?
Meta Blueprint distingue i contenuti organici dalle partnership ads e tratta i permessi per l’uso pubblicitario come un passaggio specifico: verificate l’autorizzazione per la campagna prevista.
Diritti patrimoniali vs. diritti morali nel diritto d'autore
- Diritti patrimonialiRiproduzione, distribuzione, comunicazione al pubblico, elaborazione dell'opera. Sono cedibili e possono essere oggetto di licenza o cessione.
- Diritti moraliPaternità e integrità dell'opera. Non sono cedibili e rimangono sempre al creatore.
Verifica obbligatoria prima della pubblicazione di contenuti sponsorizzati
- Identificare le opere protette (foto, video, musica)Sì
- Verificare i titolari dei diritti su elementi secondari (musica, immagini)Sì
- Specifi care i diritti richiesti (es. riproduzione, comunicazione al pubblico)Sì
- Indicare se si tratta di licenza o cessioneSì
- Definire durata, territorio, canali e riuso da parte di terziSì
Durata: rinvio all’articolo dedicato
Indicate la durata nell’accordo come limite distinto dai diritti e dagli usi autorizzati.
Chiarire esclusiva e riuso da parte di terzi
Precisate se la licenza è esclusiva o non esclusiva e se il brand può autorizzare terzi a riutilizzare i contenuti, per esempio rivenditori, agenzie o altri partner. Se il riuso da parte di terzi non è previsto, indicatelo nell’accordo.
Per i contenuti destinati al pubblico italiano, AGCOM richiama regole di trasparenza pubblicitaria e mette a disposizione FAQ operative. La verifica di questi obblighi è distinta dalla definizione dei diritti d’uso.
Individuare chi può concedere l’uso
Nelle FAQ AGCOM, l’influencer o content creator può essere una persona fisica o giuridica, anche tramite un personaggio virtuale, che crea o seleziona contenuti e ne controlla le scelte editoriali in cambio di denaro, prodotti, servizi o altre utilità. La responsabilità editoriale può essere esercitata anche da un team o da un soggetto incaricato.
Chiarite chi ha creato o selezionato il contenuto e chi detiene i diritti sui singoli elementi. La persona che gestisce la pubblicazione o la campagna non è necessariamente l’unica a poter autorizzare ogni uso.
Indicate chi sottoscrive l’accordo e chi può concedere le autorizzazioni concordate. Se un team o un incaricato interviene nelle scelte editoriali, precisate chi deve formalizzare l’intesa sui diritti.
Fasi per la concessione legale dell’uso di contenuti sponsorizzati
- Identificare il creatore e i titolari dei dirittiVerificare chi ha prodotto il contenuto e chi detiene diritti su elementi come musica o immagini.
- Stabilire chi può autorizzare l’usoNon necessariamente chi pubblica è il titolare; verificare chi ha potere decisionale.
- Definire l’accordo scrittoIncludere diritti, canali, durata, esclusiva e uso da parte di terzi.
Tenere distinti accordo e regole della piattaforma
L’accordo con il creator e le condizioni d’uso della piattaforma sono piani distinti. Servizi come Facebook, Google e Twitter stabiliscono proprie regole, accettate dagli utenti al momento dell’iscrizione: verificate quelle applicabili al servizio usato nella campagna.
La Direttiva UE 2019/790 è stata recepita in Italia con il Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 177. L’articolo 17 riguarda l’utilizzo di contenuti protetti da parte dei prestatori di servizi di condivisione online e la responsabilità delle piattaforme: è distinto dai permessi da concordare tra brand e creator.
Per i contenuti rivolti a utenti in Italia, AGCOM indica tra i riferimenti il TUSMA, il Codice del consumo, le proprie Linee guida e il Codice di condotta, il Regolamento Digital Chart dello IAP e, quando applicabili, le regole delle piattaforme. Tenete questi obblighi distinti dall’autorizzazione allo sfruttamento delle opere.
Fonti normative rilevanti per i contenuti sponsorizzati in Italia
- Legge 633/1941
- Codice del diritto d'autore
- Decreto Legislativo 177/2021
- Recepimento Direttiva UE 2019/790 sul copyright digitale
- AGCOM - Linee guida influencer
- Obblighi di trasparenza pubblicitaria e codice di condotta
- TUSMA
- Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di commercio e consumatori
- Regolamento Digital Chart IAP
- Norme etiche per il settore digitale
Documentare l’autorizzazione all’uso
L’articolo 110 della Legge 633/1941 stabilisce che la trasmissione dei diritti di utilizzazione deve essere provata per iscritto. Conservate quindi un documento che identifichi i contenuti, specifichi se si tratta di licenza o cessione e riporti gli usi autorizzati.
Indicate i diritti concessi, i canali, il territorio, l’eventuale esclusiva, le modifiche consentite e l’eventuale riuso da parte di terzi. Aggiungete la durata e il corrispettivo concordato, così da poter confrontare ogni impiego successivo con i termini dell’accordo.
Come schema: «Per [contenuto identificato], [titolare] concede al brand una [licenza/cessione] dei diritti di [diritti indicati] per l’uso su [canali] nel [territorio], con [modifiche consentite o escluse] e [eventuale riuso da parte di terzi], per [durata]».
In questa guida
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